Andarsene da Lesbo

Tutto è iniziato con il R49864team di OM a Lesbo, che ha dato il benvenuto ai profughi arrivati con i gommoni sulle sponde della Grecia vicine la Turchia. Giorno dopo giorno e spostamento dopo spostamento i volontari dello staff di OM transitando nel campo hanno incontrato i profughi e hanno dato loro supporto accompagnandoli nel loro percorso verso la nuova vita. Questo ministero, dopo nove mesi, termina. La marina greca e quella Turca stanno richiamando indietro le barche; i profughi vengono espulsi. Ad OM, come ad altre ONG, non è più permesso di entrare nei campi dei rifugiati. Alcuni volontari di OM hanno condiviso le loro esperienze nelle loro ultime settimane sull’isola: “Per la prima volta l’ho incontrato in un campo di transito a Sykamenia” ha condiviso Tamar dall’ Olanda, un volontario a lungo termine. “Lui ha 23 anni e viene dall’Afghanistan, è venuto completamente solo. La sua famiglia è in Svezia. Loro si sono trasferiti lì due o tre anni fa. Lui non è andato perché desiderava terminare i suoi studi. Ma ora sente moltissimo la mancanza della sua famiglia.” “Più tardi ci siamo incontrati presso Moria, in un enorme campo di registrazione per profughi. Abbiamo parlato ogni giorno. Quando gli ho portato alcuni generi alimentari lui mi ha mandato un sms: “Sono molto felice di avere un amico come te. Tu rappresenti il mondo per me. Grazie per tutto.” Lui ha cercato di trovare asilo in Grecia, per non essere deportato. Lui sta perdendo la speranza e anche io. Non ho potuto vederlo gli ultimi giorni, perché non ci hanno più permesso di accedere al campo. Restare fuori dal campo e non avere la possibilità di confortarlo è molto dura. Lui è un mio amico. Tutto ciò che desidero per lui è donargli speranza.”

Preghiera e amore. Nelle scorse settimane, i membri del Team di OM hanno tentato di entrare nuovamente nei campi dei profughi. “Cosa possiamo fare?” Cosa dovremmo fare?,” si chiedeva ad aprile uno di loro. “Pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito. Abbiamo letto questo versetto in Efesini 6:18 questa mattina durante il nostro studio biblico. Pare che questo sia l’unica cosa che possiamo fare adesso. L’unica cosa? La cosa più importante!” Nel mezzo di tutti i cambiamenti, le incertezze e le decisioni al di fuori del loro controllo, il team ha iniziato a pregare. Pregare per ciascuno coinvolto e per chi è stato colpito. “Siamo qui per proclamare la buona novella ai poveri e consolare tutti gli afflitti, come dice Isaia 61. Noi combatteremo ma non con le armi o la violenza, ma con l’amore e la preghiera e il conforto. Pregheremo e ameremo la polizia, le autorità e il governo.” Il team di OM è andato a Mytilene, quando il porto era pieno di giornalisti e unità mobili. “Preghiamo per loro, noi preghiamo per gli oltre 200 profughi che sono stati deportati questa mattina. Preghiamo per i nostri amici nei campi, che sono spaventati e senza speranza.”

Apertura di porte e cuori Il ministero a Lesbo sta terminando, almeno per il momento. Tutti i membri del team e i volontari a breve termine stanno tornando verso Atene, per unirsi al ministero crescente tra i profughi in città. Sebbene stiano lasciando la loro isola e la loro famiglia per ora, il team porta con sé i ricordi e le testimonianze di come Dio ha operato. I ricordi di aver fatto nuove amicizie e aver ballato per ore con donne e bambini. Le testimonianze di aver parlato del Vangelo con un gruppo di Iraniani durante un culto svolto di nascosto ed essere stati testimoni del fatto che tre di loro hanno dato la loro vita a Gesù. Ricordi di relazioni costruite con altri lavoratori e volontari di altre ONG. Testimonianze della fedeltà di Dio in tutte le circostanze. “Recentemente ho parlato e pregato con due ragazze adolescenti dall’ Afghanistan,” racconta Anita. “Una di loro mi ha chiesto una Bibbia. Io l’ho indirizzata verso Philiph, un ex rifugiato. Lui è tornato sull’isola dopo un anno dal suo sbarco a Lesbo. Lui è stato in grado di condividere il Vangelo con lei, nella sua propria lingua. E’ stato meraviglioso poter assistere a quest’apertura di porte e cuori per il Vangelo!” Articolo originale scritto da Anneke Bolt: http://www.om.org/resources/view.jsp?id=R49865

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