Kumamoto: una visita nell’area del terremoto

R49995Domenica sera del 17 aprile, il giorno dopo il terremoto di Kumamoto, il telefono di Stephan ha suonato. Erano due pastori “dell’aiuto di Tohoku”, un network di chiese nato per portare sollievo dopo le conseguenze del terremoto di Tohoku e dello tsunami, che hanno invitato Stephan Smithdorff, capo del team di OM  a Miyagi , ad aiutarli a risollevare le chiese con le provviste  nel distretto di Kumamoto.

Un’ altro scopo del viaggio era visitare le chiese in quell’area in modo tale da poter valutare i loro bisogni e cercare di stabilire una rete di supporto cristiano. Per svolgere quanto richiesto, Stephan e il suoi compagni di squadra hanno impiegato due giornate intere di viaggio da Miyagi a Kyushu.

“Cosi come guidando attraverso il Giappone ci siamo ricordati delle bellezze del creato di Dio, allo stesso modo quando siamo arrivati sull’isola di Kyushu abbiamo visto quanto questa creazione possa essere fragile”. Stephan sottolinea l’entità del danno che hanno provocato i due forti terremoti, i quali non hanno solo colpito edifici e infrastrutture, ma hanno portato via vite umane e provocato moltissimi feriti.

Una delle chiese che hanno visitato era ad est di Kumamoto si chiamava chiesa Biblica di Cristo. O meglio, ciò che ne restava di quella chiesa, perché il secondo piano dell’edificio era completamente crollato a ridosso del primo.

Si è trattato di un miracolo che la figlia del pastore si sia salvata dopo essere rimasta intrappolata sotto le macerie per 5 ore; mentre altri vicini sono morti nel disastro.

Stephan ricorda “Ciò che più ci ha impressionati è stata la buona volontà e la determinazione dei pastori giapponesi nell’aiutare in qualsiasi modo fosse loro possibile.”

“Anche se loro stessi erano stati pesantemente colpiti, molti pastori hanno voluto andare incontro ai bisogni delle loro comunità”. Tuttavia si trattava di bisogni che continuano a cambiare.

Quando i due membri di OM sono arrivati hanno portato dell’acqua, perché per quattro giorni gran parte della città di Kumamoto   era rimasta sprovvista di cibo e acqua e tutti ne chiedevano. Tuttavia il giorno seguente il loro arrivo l’acqua è tornata e ciascuno ha avuto abbastanza acqua da bere per il fabbisogno giornaliero.

Ma i bisogni sono ancora reali. Le scosse quotidiane di assestamento si uniscono all’ansia di ulteriori possibili terremoti. Nell’isola di Kyushu si temeva un’eruzione vulcanica, che potrebbe portare ad un altro disastro nucleare come quello di Fukushima. Tuttavia sembra che i tremori si siano calmati.

I terremoti hanno causato la morte di 48 persone e più di 30,000 case sono state distrutte o gravemente danneggiate. Secondo le ultime notizie, i distretti governativi stanno lottando per fornire case e un numero sufficiente di alloggi temporanei perché la ricostruzione sta andando a rilento.

In questi tempi d’incertezza è importante che le chiese abbiano una voce e che restino al fianco delle vittime del terremoto. In questi mesi si è venuta a creare una forte rete tra le chiese, le quali hanno iniziato ad aiutare la comunità in modo pratico. Questo è solo l’inizio di una lunga strada da percorrere. Forse non occorrerà tutto il tempo che ci è voluto a Tohoku ma, almeno per un anno, le chiese dovranno dipendere da aiuti esterni.

I leader di OM Giappone stanno valutando il modo migliore per poter restare al fianco delle chiese locali e portare loro sollievo e sostegno di cui necessitano. Per favore prega per le chiese Giapponesi e per gli sforzi di OM nell’aiutare coloro che sono stati colpiti, e chiedi a Dio un recupero rapido.

Articolo originale di Philipp Martin: www.om.org/resources/view.jsp?id=R49996

 

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